Gli incontri di Ugo Cappellacci a Orosei, Siniscola e Irgoli

By ugocappellacci
Un’analisi delle emergenze dall’ascolto dei cittadini e degli amministratori locali, e le proposte risolutive prospettate
Il candidato del centrodestra Ugo Cappellacci ha incontrato questa mattina gli amministratori e gli imprenditori locali di Orosei (Nuoro) nella sala consiliare del Municipio dove è stato immediatamente avviato un confronto sugli ingenti danni e i conseguenti gravi disagi (sociali ed economici) provocati dall’alluvione avvenuta nel novembre scorso.
Si è recato poi Siniscola e Irgoli, dove sono emersi i preoccupanti dati sulla microcriminalità giovanile in crescita, e dove la popolazione ha chiesto un maggior controllo ambientale con sistemi di depurazione funzionanti, in riferimento al grave caso del fiume Cedrino, probabile causa dell’aumento di tumori nella zona.
Su tutti i fronti, Ugo Cappellacci ha spiegato la sua intenzione di affrontare le emergenze di concerto con i cittadini e gli attori dell’economia e delle istituzioni locali. Ossia i protagonisti principali del territorio.
Duro attacco alla Giunta Soru sui temi della formazione professionale e sulle delibere approvate dal vicepresidente Mannoni in campagna elettorale.

La tappa di Orosei

“La nostra è un’intera comunità in ginocchio”, hanno denunciato amministratori e cittadini, che hanno inoltre espresso la forte preoccupazione per il mancato intervento della Giunta Soru e i gravi ritardi che potrebbero compromettere seriamente la stagione turistica.
Il territorio di Orosei ha dunque chiesto a gran voce una soluzione tempestiva anche per i disagi provocati dall’alluvione al settore agricolo, oltre alle numerose problematiche di una zona a vocazione turistica (con riferimenti alla situazione portuale di Siniscola e Dorgali), che deve la sua crescita economica anche allo sfruttamento delle cave di marmo, preziosa risorsa della provincia.
Dopo l’analisi dei punti critici da affrontare con maggiore priorità, Ugo Cappellacci ha esposto le sue proposte per la risoluzione delle emergenze e per lo sviluppo economico del territorio.
“Sappiamo che l’eccezionale alluvione ha provocato il collasso del territorio con danni ingenti a case e attività commerciali, oltre il crollo delle abitazioni (in particolare nella frazione di Sos Alinos), e quello del ponte di “Sa Minda”, tra Orosei e il borgo turistico di Cala Liberotto, che sta provocando disagi incommensurabili”, ha detto Cappellacci.
“Conosco bene i gravi ritardi della Giunta Soru e devo registrare la solerzia del vicepresidente Mannoni nel deliberare, solo ieri, un’ordinanza con la quale approva i lavori del ponte, promettendone la realizzazione entro giugno. È evidente che il vicepresidente è ancora impegnato nel suo “deliberificio” di stampo elettoralistico: si sono accorti che non potevano chiedere il voto ad un territorio che hanno abbandonato. E mi chiedo che cosa sarebbe successo se non ci fossero state le elezioni.
Continuano a fare promesse sulla testa dei sardi, sapendo di non poterle mantenere. Non sarà possibile salvare la stagione turistica con la promessa di un ponte che non sarà costruito, perché non ci sono i tempi, e perché dopo un’alluvione così importante non si può avviare un’opera senza uno studio approfondito che riguarda l’assetto idrogeologico.

Dobbiamo agire prontamente per salvaguardare la stagione turistica. La nostra proposta di governo è quella di adottare in tempi rapidissimi un collegamento provvisorio, sfruttando le tecnologie adottate dai militari nelle aree calamitate, che unisca le aree interne a quelle costiere. Solo successivamente si procederà alla opportuna realizzazione di un nuovo ponte.
Partiremo dal superamento della crisi per poi concentrarci su un nuovo modello di sviluppo che tenga conto delle peculiarità del territorio e delle risorse umane. Propongo quindi di aggredire in maniera decisa le emergenze del territorio, facendo arrivare tempestivamente le indennità al settore agricolo messo duramente in ginocchio dall’alluvione. Ci sarà molto da fare e vogliamo attivare una sorta di pronto intervento dedicato che lavori in maniera continuativa sulle emergenze, in stretto collegamento con la Giunta.

Lavoreremo insieme sulle reali prospettive di sviluppo economico che dovrà essere quindi incentrato sul turismo, l’agroindustria, l’artigianato, i servizi avanzati, il commercio, l’attività da diporto. Insomma un modello di sviluppo integrato che coinvolga tutti i settori portanti dell’economia locale, compreso il prezioso distretto del marmo.
Il nostro programma prevede la riduzione degli svantaggi legati all’insularità, con interventi infrastrutturali forti (che riguardano anche i porti di Dorgali e Siniscola) e opere strategiche che chiederemo di inserire nel Piano nazionale.
Per rilanciare l’economia è inoltre necessaria la riduzione di costi di trasporto ed energetici, una politica fiscale a vantaggio delle imprese che contribuiranno alla crescita della nostra economia. È fondamentale poi – ha concluso Cappellacci – mettere al centro dello sviluppo il capitale umano.
Un esempio fra tutti: la formazione professionale per i giovani. Non è pensabile mandarli via dall’Isola con un master and back, che si è rivelato purtroppo “without back”, ossia senza ritorno. Dobbiamo creare le condizioni perché possano inserirsi concretamente nel mondo del lavoro con interventi seri e mirati”.

Siniscola e Irgoli

Si è recato poi a Siniscola e Irgoli, dove si è parlato soprattutto della preoccupante crescita del tasso di microcriminalità giovanile.
Il sindaco di Irgoli ha inoltre denunciato l’emergenza “democrazia”: “Abbiamo bisogno di interloquire con la Regione, perché la nostra comunità attraversa un periodo di gravissima crisi economica e sociale”.
Proprio sul tema sociale, Cappellacci ha sferrato un duro attacco alla Giunta Soru: “I numeri sulla microcriminalità giovanile sono allarmanti e derivano da altrettanti numeri allarmanti che riguardano la dispersione scolastica, in pericoloso aumento anche questa. In questi anni, Soru e il centrosinistra hanno mortificato la formazione professionale tagliando fuori migliaia e migliaia di giovani. I nostri ragazzi, fra i 15 e 18 anni, parlo di quelli che non hanno avuto la possibilità di proseguire gli studi, si sono ritrovati in mezzo ad una strada, senza avere alcuna opportunità di crescita culturale, né tanto meno formativa. Perché? Per il semplice motivo che il governo Soru ha tagliato i fondi, umiliando anche gli operatori di un settore strategico. In questi giorni ho visto diverse sedi dove si svolgeva l’attività di formazione: aule magnifiche, tecnologia avanzata. Sapete che fine hanno fatto? Soru, con la sua politica, li ha costretti alla chiusura e al fallimento.
Dobbiamo perciò agire prima possibile per ripristinare il giusto equilibrio fra obbligo scolastico e obbligo formativo, ridando ai giovani una speranza concreta per il loro futuro. Non è accettabile – ha concluso Cappellacci – vedere i nostri figli per strada. Devono avere il diritto di studiare, imparare un mestiere, inserirsi nel mondo del lavoro e poter, anche loro, crearsi una famiglia”.

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